Conoscere la Basilicata: i Laghi di Monticchio

Laghi di Monticchio

I Laghi di Monticchio si trovano tra i comuni di Atella e Rionero in Vulture, in provincia di Potenza. I due specchi d’acqua, l’uno più grande, l’altro più piccolo, sono nati nel cratere del Vulture, vulcano ormai spento, all’interno di uno spazio naturale incontaminato ricco di numerose specie faunistiche, avifaunistiche e vegetali.

Faggi, lecci, cerri, ontani, pioppe e conifere svettano infatti nei pressi dei due laghi; lupi, tassi, cinghiali, istrici, volpi e ricci, ma anche ghiri, donnole, faine, puzzole, scoiattoli neri, moscardini e lontre abitano la montagna; persici reali, trote e l’alborella vulturina nuotano nelle acque.

Laghi di Monticchio

I Laghi di Monticchio

I due laghi sono entrambi di forma ellittica e separati da una striscia di terra larga 215 metri. Il Lago Piccolo ha un perimetro di 1800 metri, sponde ripide e una profondità che può arrivare fino a 38 metri. Il Lago Grande ha un perimetro di 2200 metri e una cavità a forma di imbuto con bassifondi estesi. Solo nella parte nord arriva a una profondità di 36 metri.

Il Lago Piccolo, più elevato (658 metri), è alimentato da sorgenti subacquee e a sua volta alimenta il Lago Grande (alto 656 metri) tramite un piccolo ruscello.

Storicamente i Laghi di Monticchio sono stati dapprima luogo di svago dell’imperatore Federico II di Svevia, che amava cimentarsi nella caccia con il falcone in questa zona così come a Melfi, a Lagopesole e a Palazzo San Gervasio; e successivamente luogo di riparo per il luogotenente dei briganti Carmine Crocco insieme ai suoi subalterni Ninco Nanco, Giuseppe Caruso e Giovanni Coppa.

Abbazia di San Michele Arcangelo

Costruita sulla parte del cratere che domina il Lago Piccolo, l’abbazia di San Michele Arcangelo è un edificio religioso risalente all’VIII secolo d.C. e costruito intorno a una grotta abitata da monaci basiliani: passò prima ai benedettini, poi ai cappuccini e infine all’ordine militare costantiniano.

L’intero complesso è costituito da un convento, da una chiesa settecentesca e dalla cappella di San Michele. La Grotta dell’Angelo dedicata a San Michele, adornata da affreschi risalenti alla metà dell’XI secolo, era il luogo dove si riunivano in preghiera i monaci italo-greci che anticamente abitavano la zona. Da qui è possibile ammirare il suggestivo panorama dei Laghi di Monticchio.

Tra i due laghi è possibile visitare anche i resti dell’Abbazia di Sant’Ippolito, una struttura risalente all’XI secolo e distrutta dal terremoto del 1456.

Museo di Storia Naturale del Vulture

Il Museo di Storia Naturale del Vulture è stato inaugurato nel 2008 e si trova nei primi due piani dell’Abbazia di San Michele. 

Presenta una “doppia identità”: una più tradizionale, riferibile alla museografia classica, con una funzione conservativa e scientifica; e una più contemporanea, con l’obiettivo di educare i visitatori attraverso l’interazione e l’intrattenimento. 

Il museo mette inoltre a disposizione dei visitatori un’interpretazione autentica della storia del Vulture: i percorsi, infatti, sono costruiti sulla storia del vulcano lungo i suoi 750.000 anni, offrendo al pubblico un viaggio a ritroso nel tempo.

Si parte infatti da una figurazione suggestiva del cammino recente dell’uomo nel Vulture, per passare alla storia degli animali e delle piante presenti nei diversi periodi sulle sue pendici, per arrivare infine ai fenomeni parossistici del vulcano, all’uomo preistorico e alla fauna antica del Vulture.

Riserva naturale regionale Lago Piccolo di Monticchio

La riserva naturalistica fu istituita nel 1971 per tutelare una rara specie di farfalla notturna, la Acanthobrahmaea (conosciuta anche come Brahmaea europaea), scoperta nel 1963 dallo studioso altoatesino Federico Hartig nei boschi di Monticchio.

La Bramea del Vulture è un esemplare unico in Europa, risalente a circa 25 milioni di anni fa e arrivato fino ai giorni nostri grazie alla sua straordinaria capacità di adattamento.

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